the project

Dal debutto al Museo del Novecento di Firenze, torna, con una scaletta di brani ampliata per la produzione firmata Nuovi Eventi Musicali.

Dice Andrea Chimenti a proposito del concerto

L’evento è nato come un evento unico per l’Estate Fiorentina di un anno fa, e poi replicato al Teatro Metastasio di Prato. Quando c’è stata la scomparsa di Bowie, tutti noi ci siamo chiesti se continuare a fare questo spettacolo o lasciar perdere. Tuttavia, essendo una produzione già in essere, abbiamo pensato che fosse il caso di continuare, e di farlo diventare un vero e proprio tributo. Così, di data in data ( lo abbiamo portato a Rimini, poi a Cortona) lo spettacolo è cresciuto: da 5 brani siamo arrivati a 13. L’intenzione è quello di arricchirlo ulteriormente, se continueranno a esserci richieste, andando a esplorare sempre nuovi mondi sonori di Bowie

Aggiunge

L’accostamento con i grandi della classica è probabilmente la molla che mi ha fatto decidere un anno fa di accettare la proposta ‘indecente’ (ride – nba) di Mario Setti dei Nem. Molto probabilmente, se non ci fosse stato questo accostamento classico e rock, non saremmo partiti, perché non volevo cadere nei meccanismi da tribute band. Invece il fatto di accostare un grande autore del ‘900 contemporaneo, quale è Bowie, con i grandi di ogni tempo, mi è sembrato un abbattimento di barriere (che ci sono sempre state, come tra musica colta, musica d’autore, musica rock, etc), Questa invece sarà una serata di grande musica, con tre autori grandissimi. E poi il brano di Beethoven in scaletta è stato registrato nella sonda Voyager della Nasa e vaga nella spazio: c’è una comunanza con Space Oddity e Black Star di Bowie, quindi mi sembra una quadratura del cerchio